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Piazza Bernini e la guerra dei box ormai eterna

A MilanoToday il Comune fa sapere che chi ha pagato i box (ma da vent'anni non ha il garage) sarà tutelato; nel sottofondo, liti, ricorsi, e una parte di Milano paesaggisticamente "violentata"

I lavori in piazza Bernini, mai finiti (foto Brambilla)

Sono 25 anni che è aperta la questione “parcheggio in piazza Bernini” e non sembra che si arriverà presto a una soluzione. Era il 1987 quando è iniziato l’iter burocratico che avrebbe dovuto portare alla costruzione di circa 150 box, oggi non ancora edificati.

Ufficialmente i lavori sono iniziati nel 2007, ma dopo poco si sono fermati a causa di un esposto giudiziario riguardante i progetti antincendio. A fine 2011,alla cooperativa "Città Studi Nuova" è stato chiesto dal Comune di azzerare i vertici, chiudendo i ponti con tutti i soci indagati e così l’iter è potuto finalmente ripartire.

Come precisa l'ufficio stampa dell’assessore comunale Lucia Castellano (Casa), la convenzione firmata tra i Comune e Cooperativa è molto stringente, sia rispetto ai tempi e alle modalità di edificazione dei parcheggi, sia rispetto alla dissociazione che la cooperativa doveva presentare con i soggetti implicati nel procedimento giudiziario.

A marzo 2012 il Comune di Milano concede un nuovo permesso alla cooperativa che però è stato revocato a giugno. «Il Comune decide la revoca della convenzione in base a una segnalazione anonima ricevuta il primo giugno secondo cui un’assemblea della cooperativa sarebbe stata diretta da V.M, persona a cui il Comune aveva richiesto la cessazione di ogni collaborazione con la Cooperativa riguardo i parcheggi», spiega Angelo Sacchi, socio della cooperativa "Città Studi Nuova".

«Per contro, appena ricevuta la notizia dal Comune della possibile revoca in base a questa falsa segnalazione anonima, la nostra cooperativa, risponde indicando i nomi di 19 cittadini presenti all’assemblea e disposti a testimoniare che V.M. non ha diretto l’assemblea, ma era semplicemente presente ed aveva risposto ad alcune domande dei soci - continua Angelo -. In due settimane, ignorando le testimonianze il Comune cancella il contratto facendo virtualmente bruciare gli 11mila euro a famiglia mediamente investiti in buona fede da 66 famiglie milanesi sottoscrittrici dei box Bernini».

Il comune di Milano per contro afferma che indipendentemente dalla direzione o meno, la sola presenza di V.M. è sufficiente per far venire meno la convenzione. La Cooperativa decide di fare ricorso al Tar – Tribunale amministrativo regionale – in quanto, carte alla mano, sostiene che V.M. avesse precedentemente avvisato il Comune di una sua possibile partecipazione all’assemblea in quanto memoria storica.

La sentenza del Tar dovrebbe arrivare il prossimo febbraio. Intanto il Comune, in particolare l’assessore Castellano ha incontrato a inizio ottobre i cittadini esponendo loro l’intenzione di sistemare la piazza e di occuparsi di tutti coloro che hanno investito i loro soldi nei box.  

Al di là di tutte queste diatribe burocratiche che da anni vanno avanti e che finiranno forse con la sentenza del Tar, ci sono per l’appunto i cittadini che sostanzialmente non ce la fanno più. Da una parte ci sono coloro che hanno investito i loro risparmi nei box mai costruiti e che vorrebbero indietro la loro quota e dall’altra molti cittadini che sono contro la costruzione del parcheggio.

La signora Franca abita da 50 anni in piazza ed è una dei cittadini riuniti nel comitato “NoBox”. «Con questi lavori tutta la piazza, che è sotto la tutela dei beni ambientali, è stata completamente distrutta - commenta la signora-. Inoltre la costruzione dei box metterebbe a rischio 5 palazzi d’epoca costruiti negli anni ‘30 e una chiesa».

In zona molti sono anche convinti che nella questione ci sono state infiltrazioni mafiose. Circolano infatti voci di mazzette date a negozianti e condomini, voci però prive di fondamento in quanto nessuna di tali ipotesi di reato è stata mai contestata alla cooperativa Città Studi Nuova.

Ciò che invece è evidente e documentato da una petizione sottoscritta da circa 1500 persone, è l’opposizione categorica di una grossa fetta di cittadini, ormai stanchi della questione parcheggi. «Tutti sono stufi di questa situazione - prosegue la signora Franca -, vorremmo vederla conclusa al più presto».

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