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"Perchè dare soldi agli ebrei?": il Mv5s contro la "Giornata della memoria"

In Zona 3, Patrizia Bedori (MV5s), dopo la consultazione con la base, vota contro le iniziative per commemorare la tragedia della Shoah: si proponeva di stanziare 3mila euro

Decisione che sarà destinata a creare non poche polemiche nel mondo politico milanese. La racconta Mosaico, il sito ufficiale della comunità ebraica di Milano.

In Zona 3, infatti, il Mv5s sarebbe stato contro le iniziative del Giorno della Memoria, il prossimo 27 gennaio, giornata in cui si commemorano le vittime della Shoah. 

"C'erano iniziative per le quali già in commissione si era stabilito di dedicare circa 3mila euro del bilancio locale - scrive il sito -. Tutti a favore? In commissione, sì. Anche la consigliera del Movimento 5 stelle, Patrizia Bedori, è d’accordo con le iniziative, che prevedono tra l’altro un incontro con un testimone della Shoah, nell’auditorium di via Sansovino".

"Ma la prassi del Movimento è quella di sottoporre alla rete, o meglio al gruppo Facebook di sostegno al M5S Zona3, tutte le delibere di commissione prima della votazione in Consiglio, in modo che il voto definitivo sia condiviso - continua l'articolo -. E lì si scatena un dibattito che ha del paradossale. “Perché dare soldi solo agli ebrei?”, si chiede qualcuno. “Il Consiglio di Zona dovrebbe dare i soldi per iniziative a favore di altri popoli oppressi, come i palestinesi”, dimostrando di non sapere che il Giorno della Memoria è una legge dello Stato, con una finalità ben precisa. “Sono soldi pubblici, non è giusto sprecarli così” dice in buona sostanza la maggioranza dei grillini"".

"E on line si vota: approvare o no la delibera consiliare? La risposta è: no. Ed ecco allora che il Movimento 5 Stelle, nella persona del suo unico rappresentante in Consiglio di Zona 3 Patrizia Bedori, ha votato contro le celebrazioni per il Giorno della Memoria".

"Bedori ha voluto sottolineare di essere personalmente favorevole alle iniziative deliberate, ma secondo la regola del Movimento, in applicazione del principio della democrazia diretta, lei si considera non un consigliere, eletto senza vincolo di mandato come prescrive la Costituzione della Repubblica italiana, ma un semplice “portavoce” incaricato quindi di votare come la maggioranza dei sostenitori decide", viene concluso nel pezzo di Ester Moscati.

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