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Rinaldini: “E’ stata depositata una proposta di acquisto per Innse”

Arriva la conferma ufficiale del segretario della Fiom: “E’ stata depositata un’offerta per macchine e capannoni di Innse”. Informato anche Gianni Letta della situazione. Si attende ora lo stop allo smontaggio delle macchine, ma gli operai non scendono

"La situazione all'Innse ha del paradossale, ma rischia di divenire ancora più drammatica di quanto già sia" con queste parole i segretari generali Fiom nazionali e di Milano, Gianni Rinaldini e Maria Sciancati e della Cgil Lombardia e Cdlm Milano, Nino Baseotto e Onorio Rosati chiedono che sia immediatamente sospesa l'attività di sgombero e smantellamento dei macchinari alla Innse.

La protesta si è spostata oggi davanti alla prefettura mentre gli operai continuano a rimanere sulla gru e i sindacati a chiedere di lasciare spazio e tempo per la trattativa col possibile compratore.

"Un imprenditore del settore ha avanzato una formale dichiarazione di interesse all'acquisto e al rilancio dell'attività produttiva, con la richiesta in tempo congruo per lo svolgimento della trattativa. Tale dichiarazione", prosegue il comunicato dei sindacati, "è stata formalizzata per iscritto al Comune, alla Provincia di Milano e alla Regione Lombardia, che ne hanno dato riscontro".

"A nome della Fiom e della Cgil", si legge ancora, "chiediamo che venga sospesa ogni attività di sgombero e smontaggio e sia lasciato spazio alla trattativa tra l'attuale proprietà e questo nuovo soggetto imprenditoriale che ha richiesto 60 giorni per lo svolgimento di tale trattativa. Occorre che siano definiti con il concorso del sindacato e delle istituzioni preposte meccanismi di verifica circa l'effettivo e serio svolgimento delle trattative"

Aggiornato alle ore 16.00 del 7 agosto


"E' stata depositata e firmata una lettera che contiene una proposta di interesse all'acquisizione dei capannoni e delle macchine” ha detto Gianni Rinaldini ai giornalisti fuori dalla fabbrica di Via Rubattino ed è quello che ha annunciato agli operai barricati all’interno all’ora di pranzo.

“La proposta è stata consegnata alla Aedes, proprietaria del terreno e a tutte le istituzioni Per quanto riguarda il governo abbiamo informato Gianni Letta. A nostro parere siamo di fronte ad una novità e questa proposta di acquisizione richiede tutto il tempo necessario per il negoziato. Aspettiamo che il prefetto adesso ordini il blocco delle operazioni di smontaggio delle macchine” ha concluso il sindacalista.

Intanto gli operai sulla gru non mollano. Collegati via telefono con i giornalisti puntualizzano: “Non ci prenderanno per stanchezza reagiremo e cercheremo di modificare la situazione”. Per quanto riguarda invece le condizioni igienico sanitarie, la situazione si sta facendo ovviamente più difficile: “Siamo sporchi da fare schifo perché da tre giorni non ci laviamo, siamo in uno spazio stretto pieno di olio e di grasso dei macchinari, siamo una zattera a venti metri di altezza e distaccati dalla concretezza. Siamo sotto il tetto: fa caldo per tutto il giorno tranne che tra le 4 e le 5 del mattino quando arriva un po' di freddo”.

Hanno intenzione di scendere hanno chiesto i giornalisti assiepati al viva voce del telefono? La loro risposta è stata secca e lapidaria: “L'unica condizione per scendere è una risposta positiva alle richieste che abbiamo fatto. Confermiamo comunque che non c'è bisogno di nessun medico. Stiamo ragionando su altre azioni dimostrative”.

Aggiornato alle 17.25 del 6 agosto

Poco dopo l’ora di pranzo il segretario della Fiom Gianni Rinaldini è stato ammesso all’interno della Innse per parlare con gli operai, da oltre due giorni su una gru a 20 metri d’altezza per impedire lo smantellamento dei macchinari della fabbrica.

Rinaldini ha comunicato che potrebbero esserci degli sviluppi positivi per la vicenda, ma non ha voluto fornire nessun altro dettaglio. Il permesso per entrare dagli operai gli è stato concesso dal dirigente della Digos al delegato sindacale, in “via del tutto eccezionale”. Da ieri infatti, le forze dell’ordine che presidiano lo stabilimento hanno impedito ai delegati sindacali di raggiungere gli operai all’interno del capannone, anche solo per portare generi di conforto come acqua e cibo (portati invece dalla Polizia).

Ancora non si sa quali siano le novità che Rinaldini porterà ai 5 (4 operai e un delegato della Fiom): spetterà a loro comunque valutare la proposta e decidere di conseguenza. Le prime indiscrezioni di stampa parlano di un possibile compratore per Innse.

Aggiornato alle 14.48 del 6 agosto

Non hanno nessuna intenzione di mollare i quattro operai della Insse e il delegato della Fiom che da martedì si sono incatenati ad una delle gru ponte dello stabilimento di Via Rubattino. Per loro inizia con oggi il loro terzo giorno a 20 metri d’altezza.

Intanto ieri sera all’Hotel Cavalieri si è tenuta la conferenza stampa del patron di Innse Salvatore Genta, che era stata cancellata nella mattinata per problemi di ordine pubblico.

L’imprenditore si è dichiarato “vittima dei lavoratori della rsu e delle istituzioni”. Secondo Genta i secondi avevano fatto promesse di sostegno al rilancio aziendale, mentre i sindacati avrebbero fatto ostruzionismo a qualsiasi sua proposta. “Ad acquistare l'azienda nel 2006 mi convinse la promessa di tutti che era un sito produttivo e funzionante. La Provincia e la rsu si impegnarono per iscritto a delocalizzare la fabbrica, a trasferirla in un altro sito nella stessa area” ha sottolineato Genta che ha proseguito dicendo che “in particolare, la rsu pronunciò "solo no e niet" e la Provincia "non diede sostegno. Io ho perso in due anni 5 milioni di euro”.

L’imprenditore ha poi definito bufale le notizie che parlano di acquirenti disposti a rilevare la società e si è detto contrario anche allo stop allo smantellamento dei macchinari già venduti, perché bisogna eseguire un decreto del tribunale.

Verso la fine della conferenza stampa Genta si è dichiarato disponibile “all' apertura di un tavolo tecnico, con persone serie, tecnici del sindacato e non la rsu”. Per quanto riguarda gli operai la sua soluzione prevede: “25 potrebbero andare in pensione, 13 essere collocati in aziende di miei conoscenti e 11 ricollocati in altre società, grazie all'intervento dell'amministrazione provinciale”.

Intanto il caso comincia ad assumere importanza nazionale. Già martedì gli operai sulla gru chiedevano l’intervento del Presidente del Consiglio per sbloccare la situazione.

Dalla loro parte si è schierato Luigi Angeletti della Uil che ha proposto: “Diamogli la fabbrica. Se non si trova un imprenditore che se ne faccia carico, non mi sembra male l'idea di dare la Innse agli operai".

Anche Dario Franceschini, in corsa per la segreterie del Pd condivide la protesta degli operai e preoccupato ribadisce che questi “sono i primi segnali di quello che potrebbe avvenire in autunno”.

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