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Innse, Salvatore Genta si difende: "Sono vittima delle istituzioni"

Durante la conferenza stampa il patron di Genta si è definito una "vittima delle istituzioni". Secondo l'imprenditore infatti, la Provincia nel 2006 gli promise di aiutarlo nel rilancio aziendale. Genta ha poi fatto la sua proposta per risolvere la vertenza: prepensionamenti, trasferimenti e intervento della pubblica amministrazione

Conferenza stampa blindata per Salvatore Genta, per smentire quelle che secondo lui sono state le inesattezze degli ultimi giorni.

L'imprenditore ha voluto spiegare che quando ha rilevato la Innse l'azienda era già in difficoltà. Genta si è detto "vittima delle istituzioni", perchè al momento dell'acquisto dello stabilimento da parte sua, la Provincia si era impegnata a ricollocare 25 dei 49 dipendenti della fabbrica e a sostenere un piano di rilancio.

Critiche anche ai rappresentati sindacali aziendali. Secondo Genta, infatti, avrebbero fatto ostruzionismo, impedendo così il raggiungimento di un'intesa. Genta infina ha proposto un piano per sbloccare la situazione: secondo questo progetto 13 dipendenti dovrebbero andare in prepensionamento, 15 operai sarebbero ricollocati in altre aziende metalmeccaniche lombarde (seguendo eventualmente anche il flusso dei macchinari smontanti) e per gli altri 21 Genta chiede che sia la Provincia ad occuparsi di loro e a trovare loro un nuovo posto di lavoro.

Intanto per gli operai sulla gru si prospetta un'altra notte difficile, ma non hanno intenzione di mollare.

Aggiornato alle 19.00 del 5 luglio

Silvano Genta, proprietario della Innse, ha indetto una conferenza stampa per le ore 16 di oggi all’Hotel dei Cavalieri di Milano, in Piazza Missori. Una prima conferenza stampa in Prefettura questa mattina, era stata annullata per problemi di pubblica sicurezza.

Aggiornato alle 15.46 del 5 luglio


Hanno fatto sapere telefonicamente che rimarranno sopra quella gru ad oltranza gli operai della Innse: “Si sbrighino a darci della risposte sulla sospensione dello smontaggio dei macchinari e su una trattativa seria da aprire”.

I quattro uomini hanno detto poi che “il morale è buono. Siamo consapevoli del nostro gesto e delle conseguenze e chiediamo che si sbrighino a darci risposte”. Il Questore di Milano è entrato questa mattina nel capannone dove gli uomini sono asserragliati e ha spiegato loro che al momento lo smantellamento dei macchinari è sospeso, da quando loro sono saliti sulla gru.

Gli operai hanno anche un messaggio per Genta, il proprietario della Innse: “Queste macchine non usciranno di qua. Non abbiamo nient’altro da dirgli, perché le proposte a lui le abbiamo già fatte subito dopo i licenziamenti”.

Aggiornato alle 12.47 del 5 agosto


Rinviata a data da destinarsi la conferenza stampa dell’imprenditore Silvano Genta, che avrebbe dovuto tenersi davanti alla Prefettura. Lo hanno reso noto il legale del proprietario della fabbrica e l’ufficio stampa della Innse.

 Il presidio organizzato dai sindacati davanti alla sede del Prefetto, si è poi diretto verso la fabbrica di Via Rubattino.

Aggiornato alle 11.49 del 5 agosto


Si dovrebbe tenere a breve la coferenza stampa in Prefettura dell'imprenditore Silvano Genta, proprietario dello stabilimento Innse.

Una decina di operai della fabbrica Innse si sono radunati in un presidio davanti per contestarlo. I sindacalisti della Fiom-Cgil hanno portato uno striscione con scritto "Giù le mani dalla Innse" e in questo momento stanno tenendo un comizio in strada.

Aggiornato alle ore 11.15 del 5 agosto

E' proseguita per tutta la notte e annuncia di andare avanti anche oggi, la protesta dei quattro operai e del funzionario sindacale che da ormai 24 ore stazionano nelle cabine di alcune gru di manovra all'interno della Innse.

"Vogliamo il blocco dello smontaggio dei macchinari", ha dichiarato a nome di tutti e cinque, Roberto, il funzionario Fiom-Cgil raggiunto telefonicamente durante un collegamento della Rai ieri sera. "Tutto ripartirà domattina (stamattina ndr) - spiega un portavoce sindacale - intanto stanotte loro rimarranno su".

Aggiornato alle ore 9.00 del 5 agosto

La prefettura ha risposto concedendo qualche giorno di stop allo smantellamento  ma la Fiom non ci sta e chiede l'intervento del Presidente del Consiglio.

Aggiornato alle ore 17 e 30 del 4 agosto

Minacciano di rimanere sul carro ponte per tutta la notte, gli operai della Innse saliti questa mattina. I quattro dichiarano che non scenderanno fino a quando non si aprirà una trattativa seria e l'azienda riprenderà il normale ciclo produttivo.

Mentre si attende una risposta dalla Prefettura sta rientrando il corteo formato da una ventina di operai e giovani dei centri sociali che ha manifestato in modo pacifico in piazza Enrico Bottini, davanti alla stazione di Lambrate.

Aggiornato alle ore 16 e 15 del 4 agosto

Sono quattro gli operai della Fiom saliti su un carro ponte all'interno dello stabilimento della Innse, sono a 20 metri di altezza, uno di loro minaccia di gettarsi. Chiedono lo stop allo smantellamento dei macchinari almeno per tutto agosto, la rimozione immediata delle forze dell'ordine davanti allo stabilimento e l'apertura di aprire un tavolo di trattativa.

"Gli operai sulla gru stanno bene, ma non scenderanno fino a che non ci sarà una risposta e hanno visto che è già stato smontato il primo macchinario", lo ha spiegato il segretario milanese della Fiom-Cgil, Maria Sciancati, che ha incontrato i quattro operai.

La Sciancati è uscita dalla fabbrica per recuperare acqua e panini da portare ai lavoratori e poi con lei è entrato il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini.

Il segretario milanese della Fiom ha spiegato inoltre che "i lavoratori si sono accorti stamani entrando che la prima lesatrice è già stata completamente smontata e questo certamente li ha portati anche al gesto di protesta".

Aggiornato alle ore 15.45 del 4 agosto


Due operai dell’Insse, la società al centro delle cronache in questi giorni, sono saliti su una delle gru all’interno dello stabilimento. I due uomini minacciano di gettarsi se non si arriverà ad una soluzione per quanto riguardo lo smantellamento, in corso da domenica, dei macchinari.

Gianni Rinaldini della Fiom a vedere quelli sulla gru in un capannone in gru orizzontale 4 persone portano acqua per il caldo
stop smantellamento macchinari fino ad agosto, smobilitazione immediata delle forze dell'ordine. Non si vedono

Altri quattro operai invece sono riusciti ad entrare nella fabbrica aggirando i controlli delle forze dell’ordine, che si trovano all’ingresso dello stabilimento.

Ancora tensione poi tra gli agenti, in tenuta anti sommossa, e gli operai rimasti fuori dalla fabbrica: tra di loro ci sarebbe anche qualche contuso.

La Fiom intanto ha chiesto di poter entrare nella fabbrica per verificare quanto sta accadendo all’interno e per poter parlare con gli operai che sono riusciti ad intrufolarsi.

Aggiornato alle 12.36 del 4 agosto


E' finito male l’incontro di ieri sera in Prefettura sulla questione della liquidazione dell’Innse. Giorgio Cremaschi, segretario della Fiom Cgil, ha dichiarato: “Il viceprefetto ci ha spiegato che sono costretti a procedere per far rispettare il decreto ingiuntivo del Tribunale”. La situazione sta precipitando.

La cosa preoccupante però, secondo il segretario della Fiom è che “in questa vicenda si stanno verificando una serie di scaricabarile incredibili”. Intanto nella notte è proseguito il presidio della delegazione dei 49 operai in mobilità da 14 mesi.

Il consiglio regionale della Lombardia difende il suo operato: “La vicenda che vede coinvolta la Innse e i suoi lavoratori merita, da parte di tutti, il massimo impegno, la massima attenzione e nessuna strumentalizzazione. Questa mattina ho provveduto a trasmettere al prefetto un ordine del giorno approvato dall'Assemblea regionale lo scorso 28 luglio all' unanimità. Nel documento - si ribadisce l'impegno di Regione Lombardia rispetto alla situazione in cui si trova la fabbrica. Ritengo pertanto che non possa in alcun modo essere messo in discussione tutto quanto la Giunta regionale e il Formigoni hanno già fatto nel corso di questi mesi e il Consiglio regionale ha ribadito. Le strumentalizzazioni e le accuse di carattere ideologico provenienti da alcuni settori dell'opposizione non agevolano certo la soluzione dei problemi della fabbrica e dei suoi dipendenti. Più opportuno sarebbe indirizzare ogni energia verso una positiva soluzione della situazione" ha detto De Capitani, presidente del Consiglio Regionale.

Intanto si scopre anche l’altra faccia della medaglia. Claudio Cervo è uno dei soci della Mpc di Santorso, la società che insieme alla Lombardmet, ha acquistato i macchinari della Innse dichiara: “Per me è un bene che la situazione si sia sbloccata perché è da un anno e mezzo che aspetto quelle macchine e a livello di produzione e di immagine ho perso più di un milione di euro” ha dichiarato Cervo.

Oggi due ore di sciopero di tutti i metalmeccanica in solidarietà ai loro colleghi della Innse.

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