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Fiom proclama domani 2 ore di sciopero nella fabbriche per Innse

La Fiom proclama domani due ore di sciopero in tutti gli stabilimenti di metalmeccanici in sostegno degli operai della Innse. Dalle 17 di oggi comincia il presidio permanente dei sindacati davanti ai cancelli di Rubattino. Formigoni ancora vago: "Le cose sono in evoluzione"

La Fiom ha indetto domani un sciopero di due ora in tutte le aziende metalmeccaniche, per solidarietà con gli operai della Innse Press. L’annuncio è stato fatto da Giorgio Cremaschi della segreteria del sindacato.

Oggi dalle 17 poi inizierà il presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento di Lambrate. Da qui non ci muoveremo e da qui i macchinari non usciranno tranquillamente. La miopia istituzionale, della Regione, del Comune, della Provincia e del Governo hanno portato a un dramma qua alla Innse che è appena cominciato” ha dichiarato Cremaschi.

Intanto  il presidente della Regione Lombardia ha detto la sua sul caso Innse: “Ne parliamo, le cose sono in evoluzione”.

Aggiornato alle 16.05 del 3 agosto


Ancora qualche tensione tra operai e forze dell’ordine. Intorno alle 14 un temporale molto forte ma di breve durata, si è abbattuto sul capoluogo milanese. Gli operai e i giovani dei centri sociali hanno cercato di entrare nello stabilimento per ripararsi dalla pioggia, ma le forze dell’ordine glielo hanno impedito.

I due schieramenti sono venuti in contatto per qualche minuto, ma la situazione è tornata subito nella norma: la polizia ha infatti permesso, ma solo agli operai, di ripararsi sotto la tettoia di ingresso della fabbrica.

Tantissima solidarietà intanto è stata espressa da più parti nei confronti degli operai della Innse, che da un anno fanno funzionare autonomamente la fabbrica che hanno occupato.

Savino Pezzotta, ex sindacalista, ha detto: “Esprimo la mia piena e convinta solidarietà ai lavoratori dell'Innse di Milano. Questi lavoratori da più di un anno sono in attesa di una proposta di soluzione e di un piano di salvataggio. L'impresa non è decotta, ha capacità innovative e un personale fortemente motivato. Non è con lo sgombero forzato che si risolvono questioni come queste, ma evitando le speculazioni e il disinteresse verso i drammi umani e familiari dei lavoratori coinvolti”. Sarebbe auspicabile, secondo Pezzotta l’intervento del Ministro del lavoro.

Luciano Muhlbauer del Prc invece, preferisce ricostruire lo sgombero di ieri, criticando pesantemente le forze dell’ordine e le modalità dello sgombero: “Come ladri di notte domenica 2 agosto le forze dell'ordine hanno sgomberato il presidio degli operai della Innse e hanno fatto entrare nello stabilimento le squadre per lo smontaggio dei macchinari. Un atto di forza ingiustificabile quello messo in atto da ieri di cui Regione Lombardia è corresponsabile se non interviene subito perché sia sospeso immediatamente lo smontaggio dei macchinari”.
Secondo l’esponente di Rifondazione Comunista, Formigoni deve intervenire concretamente per impedire lo smantellamento della fabbrica.

E proprio sull’intervento delle forze dell’ordine di ieri è intervenuta anche oggi la Fiom-Cgil che, in una comunicato, esprime “una fortissima condanna per l'intervento di forze di polizia all'Innse di Milano, intervento che ha lo scopo di permettere al proprietario delle macchine di smantellare e distruggere ogni speranza di lavoro”. “Il blitz della polizia” prosegue la nota “è assolutamente sospetto e pare dovuto proprio alla scelta di impedire, quando si vedeva uno spiraglio, la soluzione della vertenza”. Per esprimere solidarietà ai lavoratori della Innse “Fiom - milanese e nazionale - e Cgil hanno stabilito, assieme ai lavoratori dell'Innse, un presidio permanente di fronte allo stabilimento", oltre a chiedere "a tutte le istituzioni milanesi e lombarde di intervenire immediatamente per fermare la speculazione e difendere il diritto al lavoro”.

Intanto l’ex manager Sergio Cusani, che per conto degli operai sta cercando un compratore per la Innse, ha buone notizie: “Imprenditori disposti ad acquistare la Innse ci sono, ma ora serve una risposta politica che porti a una tregua” ha dichiarato. L’azienda ha sottolineato Cusani “è viva e produttiva”.

Aggiornato alle 15.10 del 3 agosto

Dopo le tensioni di ieri davanti ai cancelli della Innse di Rubattino, la notte è trascorsa tranquillamente con gli operai che hanno continuato il presidio dello stabilimento, ora in via di liquidazione.

Da questa mattina sono trenta le persone, con alcuni esponenti dei centri sociali e dell’area antagonista, che continuano a stazionare davanti ai cancelli della Innse: tutti guardati a vita da un nutrito schieramento di forze dell’ordine, sia polizia che carabinieri.

Una parte della delegazione di operai, che da un anno occupano e gestiscono produttivamente la fabbrica, si sono recati questa mattina al Pirellone, per un incontro con i vertici di Regione Lombardia.

Intanto, sempre questa mattina, è stata aggiornata al prossimo 11 agosto l’udienza civile relativa alla causa intentata dalla Rubattino 87. La società del gruppo Aedes può vantare infatti circa 3 milioni di euro di crediti nei confronti della Innse e del suo proprietario Silvano Genta. Per rientrare del suo debito, Genta ha venduto qualche mese fa i macchinari della fabbrica di Lambrate, occupata dagli operai. Stamattina il giudice ha fatto una proposta conciliativa alle parti.

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