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Scontri alla Innse di Rubattino, la polizia sgombera

La Polizia sgombera la Innse di Rubattino, lo stabilimento che gli operai occupavano e gestivano da oltre un anno. Tafferugli con la polizia quando i manifestanti hanno tentato di occupare la Tangenziale Est. La magistratura aveva disposto il sequestro dello stabilimento e dei macchinari

Questa mattina la Polizia si è presentata alla Innse di Via Rubattino, per sgomberare la quaratina di operai che da un anno presidiano la fabbrica, opponendosi alla sua chiusura. Per sostenere gli operai nella protesta, sono arrivati in mattinata anche alcuni rappresentanti dei centri sociali.

Le forze dell’ordine si trovavano sul posto per eseguire un provvedimento della magistratura che prevede, da parte degli operai, la consegna dei macchinari e del terreno che utilizzano e occupano.

Una serie di tafferugli e cariche della polizia si sono verificate quando i lavoratori, allontanati dai cancelli d’ingresso della fabbrica, hanno tentato di bloccare la Tangenziale Est, che passa nelle vicinanze. La situazione però si è risolta brevemente e tutto è tornato in poco tempo alla normalità; gli operai infatti, hanno ripreso la loro protesta davanti allo stabilimento in Via Rubattino.

La parabola discendente della Innse è cominciata durante il maggio dell’anno scorso. All’epoca Silvano Genta, proprietario della fabbrica, informò i suoi dipendenti di aver avviato per loro le procedure di mobilità. Da allora gli operai si sono impossessati della fabbrica e hanno continuato autogestiti a produrre e da allora hanno presidiato il sito giorno e notte.

Pochi giorni fa il presidente della Regione Roberto Formigoni si era impegnato a trovare una soluzione che accontentasse sia la proprietà che gli operai.

Giorgio Cremaschi della Fiom ha dichiarato: “Si sta smantellando una fabbrica sana per favorire le speculazioni di un imprenditore, quando, come ci hanno assicurato in Regione, c'é già un acquirente". L’ex ministro Paolo Ferreri ha definito lo sgombero un “abuso” e ha sottolineato: “C'é un'azienda che funziona e che viene smontata perché qualcuno ha interesse a fare una speculazione. Solo che non tutti gli italiani sono disposti a prendere mille euro al giorno per dare il culo a Berlusconi”.

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