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Benedetto Marcello, vincolo ambientale rimane lettera morta

I residenti si mobilitano: il mercato bisettimanale non rispetta il vincolo e il comune ha incassato oneri di compensazione per 900mila euro senza che siano (ancora) stati destinati alla riqualificazione

Il progetto del comune per far convivere verde e mercato

Quasi un milione di euro (di diritto di superficie) di cui non si conosce la destinazione, un mercato storico che ormai è l’ombra di sé stesso, una strada sottoposta a un vincolo paesistico non rispettato. Così si può riassumere la vicenda di via Benedetto Marcello, realizzata insieme all’omologa via Morgagni nel 1888. Due gioielli paralleli a corso Buenos Aires che hanno seguito destini diversi. Mentre via Morgagni è infatti tuttora un gioiello, non si può dire la stessa cosa della sua via gemella.

Ne hanno parlato a MilanoToday la consigliera di zona Rita Cosenza (Fli), Maurizio Ravasi (presidente dell’Associazione Le Vie dei Musicisti) e Alessandro Casana (presidente dell’Associazione Benedetto Marcello).

Nel 1965 il ministero della cultura pose il vincolo paesistico per la presenza di “bellissimi viali, (..) edifici di grande valore architettonico, (..) ed estesi tappeti erbosi con giardini”.

Nella via si tiene un mercato all'aperto. Negli anni '20 poche e piccole bancarelle, poi sempre più grande. I residenti nel 1987 ottennero il rifacimento del parterre nel tratto sud della strada, da via Boscovic a via Vitruvio. Contestualmente il mercato venne spostato nel tratto nord. Ma la presenza del mercato rende lettera morta il vincolo paesistico.

La realizzazione del parcheggio sotterraneo poteva essere l'occasione per sistemare definitivamente la via. Circa 400 posti realizzati nel punto più a nord, peraltro rispettando tempi e spesa. Il diritto di superficie, che come abbiamo detto ammontava a più di un milione di euro (oggi ridotti a circa 900mila euro per spese nel frattempo sostenute), doveva e dovrebbe essere usato per una riqualificazione che, finalmente, rispetti il vincolo ambientale.

Ma, stando ai residenti, il comune, nel tentativo di salvare “capra e cavoli” (vincolo e mercato), ha di fatto provocato uno stato di cose incompatibile sia col vincolo sia con un mercato razionale. E questo anche se la soprintendenza (forte di due relazioni del corpo forestale dello stato) ha richiamato la necessità di rispettare il vincolo. Va detto che la soprintendenza non si dichiara contraria all'attività mercatale: vuole semplicemente che sia compatibile con la tutela del verde.

Peccato, tra l'altro, che il verde praticamente non esista. Il parterre è una colata di asfalto usata come parcheggio (anarchico) quando il mercato non c'è. I pochi alberi rimasti, che da soli non rispettano il vincolo, rischiano di non sopravvivere proprio a causa sia del parchegggio di automobili sia dell'attività mercatale, che sarebbe quantomeno da ridimensionare. Si tratta infatti (dicono i residenti) di quasi 200 bancarelle addossate l'una all'altra in 270 metri di strada, che vanno a occupare anche il parterre.

Non viene così rispettato il vincolo del ministero e nemmeno la classificazione a verde del piano regolatore del comune.

La giunta, il 23 gennaio 2009, aveva deliberato di procedere con la sistemazione a verde utilizzando i quasi 900mila euro del corrispettivo del diritto di superficie. E il comune ha provveduto a incassarli nel 2010: di quella cifra attualmente non si sa nulla. I residenti temono che, nonostante la delibera del 2009, siano finiti nelle maglie del bilancio comunale, a ripianare chissà quale altra spesa.

Un rapporto del corpo forestale dello stato (1999) parla chiaro. Denuncia che nella parte nord il parterre è asfaltato e il parcheggio causa gravi danni alle piante, e anche che “il parcheggio sul parterre alberato e l’utilizzo dello stesso parterre come sede di mercato paiono non compatibili con (..) la conservazione del verde e delle alberature”.

Nel 2008 il soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici si dichiara favorevole alla convivenza di verde pubblico e attività di mercato, ma (richiamando un nuovo parere del corpo forestale dello stato) avverte sulla necessità che il progetto non privilegi il mercato a danno del verde (e del vincolo).



Abbiamo esaminato il progetto, come da fotografia che pubblichiamo. Sembra davvero difficile immaginare che gli alberi possano coesistere con così tanti camioncini ammassati uno addosso all’altro, peraltro di dimensioni pari a quelle di un'automobile.

Ma che cosa ne pensano i residenti? E soprattutto che cos’è il mercato di via Benedetto Marcello oggi? Sembra che i residenti nella zona non siano così “gelosi” del loro mercato. Spiegano che più del 60% dei frequentatori viene da altri quartieri di Milano, e che la metà delle circa 200 bancarelle vende vestiario.

Secondo gli abitanti, al quartiere un mercato di queste dimensioni e di questa tipologia non interessa. La soluzione più semplice sarebbe quindi quella di dividerlo, lasciando poche decine di bancarelle di generi alimentari (che potrebbero perfettamente coesistere con la via riqualificata rispettando finalmente il vincolo paesistico) e trasferendo in altre strade il resto delle bancarelle.

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Il consiglio di zona si adopererà in tal senso, tramite il lavoro della commissione attività produttive (col presidente Michele Sacerdoti) e della commissione territorio (col presidente Daniele Mariani). Ma soprattutto si attende di capire quale sarà l'impegno della giunta. Che non ha ancora preso una posizione ufficiale. Mentre si è già occupata della "gemella" via Morgagni, bloccando il parcheggio sotterraneo di piazza Lavater.

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