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Ancora ostruzionismo in zona 3, polemiche sul regolamento

Pdl, Udc e Nuovo Polo all'assalto, la seduta finisce alle 6 del mattino. Rovelli (Pd): "Vogliono usare in modo pretestuoso le mozioni urgenti". Per le opposizioni è un ulteriore "bavaglio"

Ancora battaglia in zona 3

In via Sansovino, al consiglio di zona 3, va nuovamente in scena l'ostruzionismo. La seduta di giovedì si è protratta fin quasi alle sei del mattino, per via delle "barricate" sugli emendamenti messe in atto da Pdl, Nuovo Polo e Udc. In discussione c'erano solo due punti: due modifiche al regolamento di zona.

Regolamento che, peraltro, è stato appena modificato: la nuova versione è entrata in vigore all'inizio di marzo, ma la maggioranza ha poi deciso di mettere ulteriormente a punto alcuni aspetti tra cui la regolamentazione delle mozioni urgenti. In zona 3, qualunque consigliere può presentare mozioni urgenti a inizio seduta ma, per poterle discutere nell'ambito della stessa seduta, occorre che ne sia votata l'urgenza. Nelle altre zone di Milano, invece della votazione, si fa ricorso alle firme preventive: per poter dichiarare l'urgenza occorre il consenso a firma del 50% più uno dei consiglieri presenti.

IL CONSIGLIO FINISCE ALLE 6

Facile intuire che nel modo ancora in vigore in zona 3 la discussione può dilatarsi, perché per ogni votazione c'è diritto alle dichiarazioni di voto. Col metodo delle firme preventive, invece, la mozione urgente non può essere uno strumento per dilatare il dibattito stesso. I gruppi del Pdl, del Nuovo Polo e dell'Udc, in una nota congiunta, parlano di "bavaglio alle opposizioni limitando gravemente la possibilità di queste ultime di fare il loro dovere" e chiedono "o le dimissioni del presidente Sacristani (Fds) o che questi torni indietro sulle sue ultime decisioni liberticide".

DOCUMENTO: LE MODIFICHE PROPOSTE

Non la pensa così Pierangelo Rovelli, capogruppo del Pd, che parlando con MilanoToday respinge l'interpretazione: "Partiamo dal presupposto - ci dice - che le opposizioni hanno utilizzato le mozioni urgenti in modo improprio, da novembre in poi, per fare ostruzionismo e bloccare i lavori del consiglio. E' successo prima sulla questione dei parcheggi, poi sulla commissione decentramento e sulla commissione sicurezza. E adesso per queste due modifiche ulteriori al regolamento".

"Le opposizioni - prosegue Rovelli - dispongono di tanti altri strumenti per fare sentire la loro voce: gli emendamenti, le mozioni d'ordine o le mozioni normali. Usare quelle urgenti in modo pretestuoso non è accettabile". Gli chiediamo se nonostante tutto non ci siano stati effettivi motivi d'attrito, soprattutto sullo strumento per affrontare il tema dei parcheggi. Pisapia infatti in campagna elettorale aveva promesso "referendum consultivi per decidere insieme alla gente", mentre il presidente del consiglio di zona Renato Sacristani aveva poi promosso un gruppo di lavoro ristretto. "Siamo una coalizione - ci ha risposto Rovelli - e in passato si sono allungate alcune tempistiche anche per poter discutere all'interno, ma tutta la coalizione è comunque compatta intorno al presidente di zona".

"Quello che non vogliamo succeda più - continua Rovelli - è che, come accade ora, i lavori del consiglio sulle delibere siano bloccati dalle mozioni urgenti ancora da smaltire per l'ostruzionismo dei mesi scorsi. Per il momento stiamo mettendo le delibere ai primi punti degli ordini del giorno e poi, ogni tanto, istituiamo sedute apposta per smaltire un po' di quelle mozioni urgenti, ma non è pensabile che il consiglio si blocchi così. Per cui vogliamo arrivare a queste modifiche al più presto".

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Sul futuro, però, Rovelli è più possibilista: "Una volta chiuso il discorso sulle mozioni urgenti, il Partito democratico pensa che si possa arrivare a un accordo serio con le opposizioni, a cui gli strumenti non mancano. Di sicuro non vogliamo continuare con una simile contrapposizione per tutto il resto della consiliatura".

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