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Via Corelli, ennesimo tentativo di fuga al Cie finisce in rivolta: danni e feriti

L'episodio si è verificato nella notte tra sabato e domenica scorsi. Gli immigrati sono stati bloccati dalla polizia ed è scoppiata una rivolta che causato danni alla struttura. De Corato: "Situazione al collasso. Dove sono i nuovi centri promessi da Maroni per il 2010?"

Nuova tentata fuga al Cie di via Corelli, a Milano nella notte tra sabato e domenica scorsa. La polizia è intervenuta per impedirlo e ha bloccato i fuggitivi, alcuni dei quali sono rimasti leggermente feriti. In particolare sono cinque gli stranieri accompagnati in ospedale (tre al S.Raffaele e due alla S.Rita) dal 118 e poi dimessi nella notte. Altri sono stati medicati sul posto. Contusi anche alcuni agenti.

L'azione è stata intrapresa poco dopo mezzanotte, in tre settori, attualmente occupati da immigrati nordafricani. Una decina di essi hanno cercato di arrampicarsi sui tetti per scavalcare le recinzioni, ma sono stati bloccati. A quel punto gli stranieri hanno dato vita ad una rivolta che ha coinvolto una cinquantina di persone e provocato diversi danni. Durante i disordini sono giunti all'esterno della struttura, in via Corelli, una quindicina di attivisti di centri sociali e associazioni per i diritti degli immigrati. Ora i tecnici dovranno valutare l'agibilità dei vari settori del Cie coinvolti.

Secondo quanto riferito dalla Questura, la situazione è tornata alla calma un'ora più tardi. Le posizioni di ciascuno devono ancora essere vagliate, ma è probabile che per tutti i partecipanti scattino denunce.

“Siamo alla sesta protesta dall’inizio dell’anno, l’ultima aveva avuto luogo solo tre settimane fa e ogni volta si registrano agenti feriti e danneggiamenti alla struttura, a causa dei quali decine e decine di posti diventano inagibili”, ha dichiarato il vicesindaco di Milano. “Mi chiedo cos’altro deve succedere prima che si decida di potenziare le strutture in Lombardia”, ha continuato Riccardo De Corato.
 
“Considerato che, secondo il Viminale, Malpensa è la nuova frontiera dell’immigrazione clandestina dopo Lampedusa, la decisione di escluderla dalla rosa delle aree in lista per un nuovo Cie cozza con la realtà. Ci auguriamo pertanto che il ministro cambi idea perchè la situazione della Lombardia e di Milano è unica in Italia e andando avanti così rischiamo di vanificare l’impegno degli agenti nella lotta alla clandestinità”, ha concluso il vicesindaco.

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